‘A menzalora
Piazza Enrico Fermi Gasperina
‘A menzalora
La più antica unità di misura è il passo, ma si badava al tempo, non allo spazio: una giornata di cammino, diversa se carichi o leggeri; aleatoria, la distanza senza punti di riferimento, in mare o in un deserto. Precisa la misurazione romana in milia, che rimane in toponimi: Quattro Miglia, Miglierina. Le misure minori, canne e mezze canne; cubiti (gomiti) e palmi. L’estensione e il suo prodotto si dicevano tùmanu. Per il peso, era pratico badare al contenitore e non al contenuto. La stazza delle navi romane era valutata in anfore. I nostri paesi si dotarono di uno strumento pubblico atto a misurare cereali, orzo, fagioli. Contenitore di granito, con orifizio in basso: circa 25 chili; altri si usavano per i sottomultipli. Si dava l’aspetto di un volto severo e bonario, con data e iscrizione. In dialetto, la misura si chiamava menzalora. La frase scolpita sulla pietra riporta il nome Vitaliano Spadea (probabilmente il nome del committente), mentre la scritta riportata sotto il nome riguarda l’anno di realizzazione: il 1746.

